Modena, 8 marzo 2020

I VIRUS NON ATTACCANO NESSUNO!!!

Com’è risaputo da tempo, quelli che solitamente chiamiamo virus non sono animaletti. I batteri lo sono, ma i virus no. I virus sono veleni, tanto è vero che il termine virus in latino significa proprio “veleno”. Essi, in particolare, sono veleni che il nostro corpo produce naturalmente e di cui si libera nelle normali attività fisiologiche, salvo che ne sia impedito o ostacolato da un inadeguato e innaturale stile alimentare e di vita che provochi intasamento e occlusione.

Per spiegare ancor meglio le cose, può essere utile ricorrere all’impropria metafora del motore a scoppio (metafora che noi oggi conosciamo perfettamente). In questo senso, e in modo puramente esplicativo, si può rappresentare l’essere umano come una specie di macchina: riceve cioè “carburante” (cibo, sole, aria pura, affetto, riposo) allo scopo di produrre energia (attività vitali) e scartando continuamente residui cellulari e veleni (proprio come fa un motore dal tubo di scarico). Questi residui vengono portati normalmente all’esterno del corpo attraverso quelle che sono le sue normali funzioni organiche di “evacuazione”: attraverso cioè le feci, l’urina, il sudore, il cerume, il muco, il muco secco, l’alito cattivo, la squamatura della cute, eccetera. Quando però la produzione di questi rifiuti metabolici è eccessiva, perché il soggetto mangia continuamente schifezze, respira aria inquinata, prende solitamente farmaci (che interferiscono con i cicli organici), si riposa poco o male, vive in ambienti freddi inadatti alla natura umana, non è felice, conduce un esistenza stressata, di corsa, nella perenne preoccupazione o, ancor peggio, atterrita come in questi giorni di terrorizzazione sanitaria, le funzioni escretorie non riescono più a svolgere completamente i loro compiti di quotidiana e necessaria pulizia, e allora COMPARE la malattia, che è l’estremo tentativo del corpo di mettere a riposo e a digiuno l’improvvido essere vivente intasato, così da risolvere organicamente il suo problema.

Le malattie, dunque, non si prendono: compaiono. E l’unica forma di contagio che esse producono è quella della paura, fomentata dall’ignoranza e da una sapiente gestione della stessa in funzione del controllo e della soggezione delle popolazioni.

L’idea che i virus siano degli animaletti terrificanti che vogliono la morte di persone, animali, piante e altri esseri viventi, è solo un’idea: assurda e perniciosa, peraltro. La Medicina, del resto, non si basa sulla verità divina, ma – come tutte le altre manifestazioni della cultura – si basa su idee, e cioè su convinzioni personali che, in quanto tali, possono essere sbagliate. Il fatto che queste idee vengano poi accettate dalla maggioranza e, una volta cristallizzate nel tempo, si trasformino in ideologie riverite da tutti, non conferisce alle stesse alcuna patente di verità.

La cosiddetta “teoria batterica” che sta alla base della creduta contagiosità dei virus, e che fu appunto elaborata per la prima volta dal microbiologo positivista francese Louis Pasteur (che per altro si riferiva a batteri), resta una teoria che, in quanto tale, può essere l’effetto di un abbaglio. Così come sono state effetto di un abbaglio le tante “verità conclamate” sostenute dalla Medicina nel corso della sua storia, e che poi si sono dimostrate delle pure superstizioni o delle pratiche dannose e distruttive: il salasso, per esempio; le insufflazioni rettali a base di fumo di tabacco; l’uso di pomate al mercurio per curare la sifilide; il ricorso ai raggi “x” per vedere i feti vivi nelle donne gravide; l’elettroshock; la lobotomia. L’inventore di quest’ultima, addirittura, António Egas Moniz, nel 1949 fu persino insignito del Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia.

La Medicina insomma sbaglia perché non si fonda sulla verità rivelata, ma su idee e ideologie; pertanto, esattamente come il comunismo o il fascismo o il liberismo, queste idee/ideologie possono essere sbagliate. Compresa quindi anche la “teoria batterica”.

Basta del resto informarsi un poco per rendersi conto della grande confusione che vige in materia scientifica sull’argomento.

È vero, ad esempio, che in microbiologia i virus sono ufficialmente considerati dei “microorganismi acellulari”, ma questa definizione è un ossimoro (e cioè una contraddizione in termini): non esiste vita senza struttura cellulare, dunque, definire i virus degli organismi acellulari è come dire che sono degli organismi senza vita, è cioè che non sono degli organismi.

Infatti, se scorriamo persino quella che è oggi considerata la Bibbia Enciclopedica Mondiale, e cioè Wikipedia (la quale è tutt’altro che un’enciclopedia libera, ma un servile e devozionale contributo di legittimazione alla cultura mainstream), la cosa viene subito alla luce. Alla voce “Virus”, infatti, leggiamo: “Vi è una divergenza di opinioni sulla questione se i virus siano una forma di vita […], essi non hanno una struttura cellulare, aspetto che viene spesso visto come l’unità base della vita. I virus non hanno nemmeno un proprio metabolismo […]”[1].

Anche la questione dell’assenza di metabolismo non è secondaria, se è vero che “in biochimica il metabolismo […] è l’insieme delle trasformazioni chimiche che si dedicano al mantenimento vitale all’interno delle cellule degli organismi viventi. Queste reazioni […] consentono agli organismi di crescere e riprodursi, mantenere le proprie strutture e rispondere alle sollecitazioni dell’ambiente circostante. La parola “metabolismo” può anche riferirsi a tutte quelle reazioni chimiche che avvengono negli organismi viventi […]”[2].

I virus, dunque, da un punto di vista strettamente scientifico, non sono organismi viventi. Essi, lo si è detto più volte, sono scarti metabolici, sporcizia cellulare prodotta dal nostro stesso organismo; o, come dice Valdo Vaccaro, “sostanza escrementizia cellulare”. Tutto ciò che essi attaccano è solo il panico, il terrore, la paura diffusa e generalizzata. Che però è esattamente ciò che serve ai governi per ottenere l’immediata, supina, incontestata soggezione dei soggetti governati. L’unica pandemia oggi esistente è quella che Andrea Fontana ebbe un tempo a definire “Infodemia”, e cioè una pandemia di cazzate sparate a caso e replicate all’infinito da media e social media.

Il fatto che ad oggi siano stati aperti i microfoni a virologi e immunologi, che così possono godere del loro momento di gloria e affermare il loro potere di sciamani in càmice bianco, non cambia lo stato delle cose: semplicemente lo aggrava. Come ha scritto ancora Valdo Vacaro, virologia e immunologia “sono professioni inutili e dannose per l’umanità” perché “Spendere miliardi per capire la formula di ogni nuova combinazione di veleni e virus è un esercizio banale e privo di significato”.

Il fatto poi che gli organi di governo dello Stato italiano si uniformino all’ideologia batterica promossa dal Potere Sanitario Mondiale e, contribuendo a seminare il panico tra la gente, approvino oggi quei provvedimenti giuridici necessari a sospendere diritti costituzionali di libertà, ci dice soltanto quale sia la strada sempre più chiaramente imboccata dalle società (post)moderne: quella che conduce al totalitarismo della Scientocrazia.

Enrico Manicardi

Sul tema Coronavirus si ascoltino anche le interviste di Enrico Manicardi andate in onda l’11 marzo 2020 su Radio Blackout e Radio Onda d’Urto (sezione “Interviste radio e tv” di questo sito)

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[1] Cfr. Wikipedia, voce “Virus”, in: https://it.wikipedia.org/wiki/Virus_(biologia)

[2] Cfr. Wikipedia, voce “Metabolismo”, in: https://it.wikipedia.org/wiki/Metabolismo